Tra i medici, quelli di famiglia, sono i più tecnologi di tutti. Sono gli unici ad aver incrementato di 3 punti percentuali l'utilizzo del digitale, rispetto ai colleghi che lavorano in strutture sanitarie, Regioni e Ministero della Salute. E' il risultato di un'indagine condotta dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano, in collaborazione con il Centro Studi della Fimmg.

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Una guida sulle novità introdotte dal nuovo Regolamento UE 2016/679 in materia di protezione dei dati personali. L'ha elaborata il Garante per la Privacy italiano che traccia un quadro generale delle principali innovazioni introdotte dalla normativa e fornisce indicazioni utili sulle prassi da seguire e gli adempimenti da attuare per dare corretta applicazione alla normativa, già in vigore dal 24 maggio 2016 e che sarà pienamente efficace dal 25 maggio 2018.

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La sicurezza informatica dei dispositivi medici, delle reti e dei computer delle aziende ospedaliere è, come dimostrano recentissimi casi avvenuti in diverse parti del mondo, un aspetto non più trascurabile. Il rischio cresce di pari passo con la percentuale di dematerializzazione dei processi amministrativi, della dipendenza da apparati medicali informatizzati e della quantità e tipologia di dati memorizzati dalle aziende ospedaliere.

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Vent’anni di protezione dei dati personali, che coincidono poi con gli anni della Rete: l’avvento di internet ha reso infatti necessaria una maggiore attenzione nei confronti dei diritti del cittadino. L’8 maggio del 1997 entrava infatti in vigore la prima legge sulla privacy, la legge n. 675 del 1996, poi confluita nel 2003 nell’attuale Codice per la privacy.

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Più volte sollecitato il Garante della privacy sui rischi collegati alla mancanza di controllo diretto da parte dei pazienti dei propri dati sanitari. Il dott. Antonello Soro, nel 2014, fermò una delibera, già firmata dal Presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni, che avrebbe permesso la gestione dei dati sanitari dei cittadini lombardi ad enti esterni a Lombardia Informatica “non solo pubblici”. 

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