Il convegno “Regolamento UE sulla Data Protection, impatti e possibili strategie per le aziende sanitarie” che si è tenuto a Roma il 19 maggio 2016 ha attratto partecipanti da tutta Italia. Le interessanti relazioni, tra cui il  Dirigente del Dipartimento Sanità e Libertà pubbliche dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, hanno coinvolto una platea composta da operatori del settore del trattamento dei dati nel mondo sanitario. L'informatizzazione del mondo sanitario vede oggi continue sfide che richiedono uno sforzo congiunto tra diverse professionalità: mediche, giuridiche, informatiche, economiche. Giornate come questa hanno portato un utile confronto tra i diversi attori di un sistema in continua evoluzione e ha costituito un importante momento di discussione e riflessione su come potrà essere recepito e messo in pratica il Regolamento Europeo appena ratificato nel delicato ambito della Sanità pubblica italiana, col minor impatto per l’utenza e mantenendo alta la garanzia di tutela dei diritti soggettivi, con un occhio di riguardo alle maggiori  responsabilità incombenti sul management e sull’organizzazione sanitaria.

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E-privacy 2016 si svolgerà il 24 giugno e 25 Giugno 2016, nell’aula aula Pia A2 del “Polo Didattico Piagge” dell’Università di Pisa

Il tema guida dell‘edizione 2016 di e-privacy è: "SPID ed Identità Digitale - Mercificazione, risorsa, opportunità o pericolo?"

Un confronto tra l’identità digitale realizzata dallo Stato Italiano rispetto alle idee ed alle realizzazioni precedenti di tecnologi, legislatori e filosofi. Lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) è il tema guida di "e-privacy 2016", l'evento   che da sempre anticipa i nuovi temi sulla tutela della privacy e dei diritti civili digitali. Il problema dell’identità digitale, che ha permeato il Convegno fin dalle sue prime edizioni, sale, non in maniera imprevedibile, alla ribalta con l’avvio dello SPID. La creazione di una identità “Statale”, di una identità “a pagamento”, una nuova iniziativa digitale italiana parte di una “Agenda Digitale” con un passato pieno di ostacoli, rallentamenti e problemi tecnici, rendono il tema fecondo come pochi altri.

14 aprile 2016: un giorno da ricordare per la protezione dei dati.

L’assemblea plenaria del Parlamento Europeo ha adottato definitivamente in seconda lettura il testo del nuovo pacchetto di norme sulla Data Protection, cioè il “Regolamento europeo in materia di protezione dei dati” e la Direttiva che regola i trattamenti di dati personali nei settori di prevenzione, contrasto e repressione dei crimini.

Lo scorso 22 aprile si è svolto con grande interesse il seminario "Data Breach nel sistema sanitario, il rischio della violazione dei dati". Sebbene l'evento sia stato pensato per un numero ridotto di persone la sala aveva esaurito i posti e il coinvolgimento dei partecipanti ha fatto comprendere quanto le problematiche legate al rischio di violazione dei dati siano attuali e molto sentite.  Di cyber security, sicurezza informatica e protezione dei dati personali si parla infatti sempre più spesso e le statistiche disponibili evidenziano purtroppo che il mondo sanitario ha attirato in poco tempo l’attenzione del cyber crime e , a causa del valore dei propri asset e la mediamente minore protezione rispetto ad altri settori, è stato vittima di un numero di attacchi ben superiore ad altri contesti aziendali. La perdita, la distruzione o la diffusione di dati personali, che può comportare un grave danno per gli interessati. Si pensi alle conseguenze di truffe informatiche, ai furti di identità, e soprattutto alle lesioni alla reputazione e riservatezza. Nell'ambito del seminario si sono confrontate professionalità diverse (informatiche, giuridiche, economiche, mediche, ecc.) ma tutte importanti per una ottimale gestione e trattamente dei dati. 

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Pubblicato il documento di AISIS, al quale APIHM ha contribuito, sulla tematica dell'innovazione digitale a supporto dei percorsi diagnostico terapeutici. Il documento ha come principale obiettivo quello di fornire indicazioni relative alla governance in senso lato dei PDTA, intesa come la possibilità di creare un nuovo modello organizzativo basato sulla gestione di workflow di processo che coinvolge attori diversi (sia personale sanitario, medico e/o infermieristico sia personale socio-assistenziale, caregiver e cittadini stessi), in momenti diversi e in luoghi diversi con l’obiettivo di migliorare la governance di domanda e offerta, di favorire l’economicità di sistema e, da ultimo, di realizzare un modello di “presa in carico” che favorisca l’empowerment del paziente migliorandone la proattività e la sua responsabilizzazione sul processo di cura e sulla gestione del suo stile di vita.