Una nuova interessante iniziativa dove APIHM é  presente viene realizzata dalla Scuola Superiore della Magistratura a Trieste il 16 settembre 2016.

Il convegno dal  titolo "Privacy valore costituzionale o strumento di controllo?" vede illustri relatori confrontarsi sul delicato tema del valore della privacy.

E' presente Graziano De Petris (vice presidente di APIHM)  con una interessante relazione riguardante gli abusi sui dati sanitari tra tutela di un diritto e utilizzo strumentale.

Maggiori informazioni sull'evento sono disponibili sul sito APIHM nella sezione eventi.

APIHM ha partecipato all'organizzazione di e-privacy 2016 spring edition, evento che si è svolto a Pisa il 24 e 25 giugno 2016

Il tema dell‘edizione 2016 era SPID ed Identità Digitale: Mercificazione, risorsa, opportunità o pericolo? 

Un confronto tra l’identità digitale realizzata dallo Stato Italiano rispetto alle idee ed alle realizzazioni precedenti di tecnologi, legislatori e filosofi.

Lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) è stato il tema guida di "e-privacy 2016", l'evento che da sempre anticipa i nuovi temi sulla tutela della privacy e dei diritti civili digitali.Il problema dell’identità digitale, che ha permeato il Convegno fin dalle sue prime edizioni, sale, non in maniera imprevedibile, alla ribalta con l’avvio dello SPID.La creazione di una identità “Statale”, di una identità “a pagamento”, una nuova iniziativa digitale italiana parte di una “Agenda Digitale” con un passato pieno di ostacoli, rallentamenti e problemi tecnici, rendono il tema fecondo come pochi altri.

Il 24 e 25 giugno 2016 (venerdì e sabato) a Pisa si svolgerà e-privacy 2016 spring edition

Il tema dell‘edizione 2016 è: SPID ed Identità Digitale: Mercificazione, risorsa, opportunità o pericolo? 

Un confronto tra l’identità digitale realizzata dallo Stato Italiano rispetto alle idee ed alle realizzazioni precedenti di tecnologi, legislatori e filosofi.

Lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) è il tema guida di "e-privacy 2016", l'evento che da sempre anticipa i nuovi temi sulla tutela della privacy e dei diritti civili digitali.Il problema dell’identità digitale, che ha permeato il Convegno fin dalle sue prime edizioni, sale, non in maniera imprevedibile, alla ribalta con l’avvio dello SPID.La creazione di una identità “Statale”, di una identità “a pagamento”, una nuova iniziativa digitale italiana parte di una “Agenda Digitale” con un passato pieno di ostacoli, rallentamenti e problemi tecnici, rendono il tema fecondo come pochi altri.

Due interessanti articoli su FORUM PA.IT affrontano il problema privacy nel complesso mondo della sanità elettronica.

Francesco Modafferi (Dipartimento libertà pubbliche e sanità, Garante per la protezione dei dati personali) evidenzia il vero valore della privacy con l'articolo "Sanità: perché il rispetto della privacy genera valore". Contemperare prestazioni, efficienza e pieno rispetto dei diritti non solo è possibile, ma addirittura conveniente contribuendo così a creare valore, non solo per le persone i cui dati sono trattati o per il titolare del trattamento, ma per la società nel suo insieme considerata.

Massimo Mangia (responsabile e-health, Federsanità ANCI), nell'articolo "Sanità e privacy: i vantaggi di passare a un modello opt-out" evidenzia l'importanza di aprire anche in Italia una riflessione per andare oltre l’aspetto puramente formale e considerare l’interesse della collettività.

Disponibile il documento prodotto da AISIS, APIHM, CLUSIT e altri patner dove si riprendono le sfide poste ai partecipanti del convegno annuale di AISIS svoltosi a Napoli ad ottobre 2015, rilanciando il dibattito e suggerendo alcune risposte ai quesiti posti allora.  Come spesso è accaduto negli ultimi anni, al centro della discussione c’è il possibile conflitto tra il diritto alla Cura e il diritto alla Privacy, conflitto che rimanda immediatamente al ruolo dei sistemi informativi ed alla necessità urgente che questi si rinnovino non solo per cogliere le opportunità legate alla modernizzazione ma anche per concorrere a ricomporre quel conflitto, superando le arretratezze di oggi. Questi due diritti non sono, infatti, inconciliabili: fare le cose “fatte bene”, sia dal punto di vista organizzativo sia tecnologico, permette di innovare e rinnovare, di curare e tutelare, trovando anche un equilibrio sostenibile tra tutti gli interessi ed i diritti coinvolti nel percorso di cura. I PDTA (Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali) sono al centro della riflessione di questo documento e della proposta di cui è portatore perché le sfide relative alla Cura e alla Privacy sono acuite nel contesto di trattamenti che attraversano i confini organizzativi e tecnologici di diversi soggetti coinvolti nella cura come ad esempio Medici, Ambulatori e Ospedali.